CLAM – Case Lamaro Affitto Mite

A Forlì, in viale Matteotti, c’è un complesso edilizio costituito da una stecca a carattere abitativo, composto da unità di tipo popolare e che, nel suo complesso, rappresenta, un modello di architettura sociale; il complesso è realizzato in stile razionalista e lo ritengo un’opera interessante e molto poco indagata dagli storici. Fu realizzato per permettere ai numerosi dipendenti dell’attiguo setificio Orsi-Mangelli, di avere un’abitazione nelle vicinanze della fabbrica e, nel forlivese, infatti, il complesso è ricordato come “le case del Mangelli” (il setificio chiuse i battenti sul finire degli anni ’70).

Nella lunga facciata, quasi centoventi metri, si coglie un’evidente semplicità compositiva ma fortemente caratterizzata dalle porzioni trattate con mattoni faccia a vista che la impreziosiscono e, soprattutto, dalla presenza di due elementi turriti che collegano i vari blocchi nei quali si stagliano enormi aperture ad arco che ricordano il tema dell’ordine gigante; inizialmente vuoti al loro interno, fungevano da cavedi e da collegamento con la via parallela (una mia foto postata lo ritrae dall’interno). Uno dei due cavedi fu utilizzato, probabilmente nel dopoguerra, per ampliare gli appartamenti esistenti e, al piano terra, trova oggi spazio una attività commerciale e così facendo si è completamente stravolta l’immagine originale del progetto e reso più complicato l’accesso all’altro lato dell’edificio.

Interessante anche la scelta di aumentare i piani e, quindi, la volumetria complessiva, partendo dai lati esterni con soli tre piani per poi raggiungere i cinque piani nell’imponente blocco centrale, probabilmente per mitigare l’impatto con quanto già costruito.

Il complesso fu realizzato fra il 1940 e ’41 dall’Impresa di Costruzioni Lamaro, cui faceva capo il dott. ing. Cav. Antonio Lamaro, che ebbe commesse in tutta Italia ma anche all’estero, soprattutto in Francia, specializzata in edifici a blocchi di tipo abitativo identificate come CLAM, Case Lamaro Affitto Mite.

L’immagine pubblicata del progetto è tratta da un libretto, edito nel 1941, curato dello stesso ingegnere, che contiene un’approfondita analisi sulla qualità dell’abitare e delle abitazioni, frutto di una lunga ricerca ed esperienza in campo, molto utile a comprendere quanto ne fosse diffuso lo studio.

Nello stesso testo sono pubblicati anche altri esempi di vere e proprie urbanizzazioni atte a realizzare complessi con alloggi di tipo popolare che venivano proposte a prezzi d’affitto calmierati, per i meno abbienti.

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