L’Aida a Predappio, 1939

Il 5 luglio 1939, il Segretario Federale dell’O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro) di Forlì, conte Pio Teodorani Fabbri, invia al podestà di Predappio, Pietro Baccanelli, una breve comunicazione con accluso il biglietto per assistere all’opera lirica Aida prevista per l’8 luglio, pochi giorni dopo. La nota, ma anche il citato biglietto, sono ancora conservati nell’Archivio Storico di Predappio (quel che è rimasto) a memoria dell’evento che coinvolse moltissimi predappiesi, ma non solo, e fu la provincia forlivese l’unica ad ospitarla. Per dovere di cronaca, il “Carro di Tespi” fu un teatro itinerante, gestito dall’O.N.D., sorto per avvicinare la popolazione alle scene, nei piccoli e grandi centri, avviato nel 1930. A leggere le cronache del tempo, pare ebbe molto successo per cui sorse, dopo pochi mesi, anche il “Carro di Tespi Lirico” che, con imponenti scenografie, allestì opere quali l’Aida, Rigoletto, Trovatore, Bohème, Madama Batterfly, Tosca, Cavalleria Rusticana oltre a altre.

Così, anche Predappio, ospitò il “Carro di Tespi Lirico” nell’area del campo sportivo, titolato a “Sandro Italico Mussolini” (lo scomparso figlio di Arnaldo Mussolini), nelle adiacenze della GIL, allestendo l’Aida di Giuseppe Verdi. 

Una fotografia della scenografia è pubblicata dall’annuario dell’O.N.D. del 1939, che è la sintesi delle attività organizzate dall’Opera descrivendone in particolare alcune.

A seguito dell’evento, immancabile, pure, l’articolo del settimanale “Il Popolo di Romagna” (15 luglio 1939), titolato “L'”Aida” a Predappio alla presenza di Donna Rachele Mussolini e del Segretario del Partito” il cui incipit non manca di enfasi e pomposità: “Imponenti masse di lavoratori della terra e delle officine si diedero convegno sabato sera 8 corrente, nel paese natale del Duce, per assistere ad una memorabile rappresentazione del Carro di Tespi Lirico. Per tutto il pomeriggio giungevano da Forlì, da Cesena, da Rimini, e da altri centri della provincia, dai monti e dal mare, interminabili, colonne di dopolavoristi con automezzi ed in bicicletta. …

            Dall’articolo, possiamo conoscere i protagonisti dell’opera e i primi a essere citati sono i registi e il coreografo ovvero Enrico Frigerio, Filippo Dadò e Nicola Guerra. Il maestro Gabriele Santini, è descritto “… dalla bacchetta talora nervosissima, che ha concertato l’opera con spirito profondamente verdiano.“. La prima ballerina, Elide Bonagiunta, “… ha eseguito la sua danza con ritmo perfetto, flessuosità di movenze, eleganza di figurazioni, sì da provocare un uragano di meritatissimi applausi. …“. Aida era Emilia Piave “… ottima interprete, buona cantante, ripetutamente applaudita nei cosiddetti pezzi d’obbligo. …“.

Il tenore, Aldo Lampieri, “… dalla voce bella e intonata, che sale con facilità ai registri acuti, difetta nel fraseggio e non conosce ancora i segreti del bel canto. …“.

Gli altri citati sono il baritono Giuseppe Manacchini, Elena Nicolai, che interpretava Amneris, i bassi Giulio Tomei e Augusto Romani.

L’articolo conclude così: “Magnifica festa d’Arte e di Popolo da scrivere a caratteri d’oro negli annali del teatro della Romagna.“.