Alcuni dati tecnici dei padiglioni in costruzione

I centri sanatoriali per la cura della tubercolosi nacquero in tutta Italia sulla base del Regio Decreto-Legge n. 2055 l’Assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi che all’art. 1 cita: E’ obbligatoria l’assicurazione contro la tubercolosi per le persone di ambo i sessi, che sono assicurate contro la invalidità e la vecchiaia … e per le persone della gente di mare contribuenti agli invalidi della marina mercantile. L’articolo 2 del citato Decreto specifica che … l’assicurazione ha per iscopo di provvedere a favore degli assicurati e delle persone di loro famiglia al ricovero: a) in speciali luoghi di cura di tipo sanatoriale, ospedaliero sanatoriale e post-sanatoriale: b) in istituzioni ospetaliere legalmente riconosciute, le quali abbiano speciali e separati locali atti ad assicurare agli aventi diritto0 un isolamento ritenuto conveniente dall’autorità sanitaria provinciale…
Così, anche a Forlì, località Vecchiazzano, sorse un complesso ospedaliero atto alla cura della tubercolosi. Il rotocalco “Il Popolo di Romagna” ne da notizia in un primo articolo nel 1934 ma, più interessante, un secondo articolo pubblicato il 30 aprile 1935 perché fornisce dati poco noti e curiosi, facendo riferimento ai due padiglioni in avviato stato di costruzione: il padiglione per adulti (attuale Valsalva) e quello dei bambini (attuale Vallisneri)…
… i due grandi sanatori che costituiscono il centro sanatoriale di Vecchiazzano di Forlì: quello per adulti capace di 250 letti e quello per bambini della capacità di 225.
Le due meravigliose opere, che nelle loro grandi linee esterne sono ormai a conoscenza di tutti (chè non c’è forlivese che non si sia spinto fino alle acque terminali del fiume Rabbi per ammirare le grandi costruzioni che sono sorte in questi ultimi tre anni), meritano qualche cenno illustrativo a dimostrazione della loro imponenza ch’è, poi, parte della imponenza dell’immane programma edilizio (600 milioni di lire) … per la lotta contro la tubercolosi.
Progettati dall’arch. Luigi Bisi, hanno trovato nell’ing. Franco Magni l’intelligente direttore di lavoro, assistito dai geom. Clemente Grappolini e Luigi Mambelli.
Il sanatorio adulti che occupa un’area di 3870 metri quadrati, ha un fronte di 128 metri ed un’altezza che varia da un minimo di m. 12,90 ad un massimo di m. 17,20, una costruzione cioè di una cubatura di 53.725 metri cubi che ha impiegato ben tre milioni di mattoni, 2000 tonnellate di cemento, 216 tonnellate di ferro, 5600 metri cubi di ghiaia, 2800 metri cubi di sabbie, ed occupando per ben 48.115 giornate lavorative.
Il padiglione per bambini, con un fronte di 122 metri, si erge dal piano terra per 26 metri. occupando una superifie di 1800 metri quadrati, ed i dati costruttivi ad oggi parlano di 2450 tonnellate di cemento impiegato, di 550 tonnellate di ferro, di 6400 metri cubi di ghiaia e di 3200 metri cubi di sabbie, con un impiego di mano d’opera di 16.970 giornate lavorative.
Le migliori imprese furono chiamate per gara alla esecuzione per gara alla esecuzione di queste opere, e portarono e portano tuttora per il suo completamento il loro fattivo ed encomiabile contributo. Si debbono annoverare l’Impresa di costruzione edili ing. Mario Calvitti e C. di Forlì per la muratura, la Ditta Natale Ottani di Modena per gli impianti di riscaldamento centrale e gli impianti igienico-sanitari, la Ditta ingg. Giulietti, Mirra, Barramico di Torino per gli impianti elettrici, la Ditta del Cav. Angelo Barontini di Bologna per gli infissi in legno, la Soc. An. «La Capannuccia» di Teramo per le pavimentazioni in gres, la Ditta Fratelli Giorgini di Massa per i marmi, la Società O.T.I.S. di Roma per gli ascensori e la Società S.I.A.F. di Milano per gli impianti di disinfezione.
I due stabilimenti sono ricchi per 4785 metri quadrati di terrazze e sono dotati di 35.000 metri quadrati di parchi e di 47.000 ettari [metri quadrati, sic] di area scoperta.
Un tutto come si vede attraverso la lettura eloquente delle cifre, che inorgoglisce e da sè solo onora altamente.