
Conosco abbastanza bene la storia della nuova stazione di Forlì, dalla posa della prima pietra, avvenuta il 28 ottobre 1925, ai giorni nostri, ma non conoscevo alcuni retroscena rinvenuti recentemente all’ACS di Roma. In particolare, una sintetica relazione predisposta per l’allora Presidente del Consiglio, inviatagli il 20 giugno 1925, che ne tratteggia i trascorsi addirittura a far data dal 1913:
“Per la sistemazione della stazione di Forlì, venne approvato nel 1913 il piano regolatore studiato col concetto di mantenere il servizio viaggiatori e merci a grande velocità nell’attuale stazione (tuttora esistente in Via Monte Santo, ndr) e di costruire un nuovo scalo merci dal lato Ancona, verso città, in adiacenza del mercato del bestiame, con impianto di apposito fascio merci per il ricevimento, la sosta e la partenza dei treni. In base a tale piano regolatore vennero eseguite tutte le espropriazioni nonché parte dei movimenti di terra per la formazione dei nuovi piazzali e delle sedi per i binari ed alcuni fabbricati, magazzini e piani caricatori del nuovo scalo a piccola velocità. Recentemente, in seguito alla progettata costruzione della nuova linea Forlì-Italia Centrale, che si ritiene di prossima attuazione, l’Amministrazione ferroviaria ha dovuto prendere in esame la questione dell’innesto di detta linea nella stazione di Forlì, ed ha riconosciuto che non sarebbe possibile provvedere nella sede dell’attuale stazione agli impianti a servizio della nuova linea senza addivenire all’abbattimento di importanti fabbricati civili e di stabilimenti industriali, con conseguenti rilevantissime spese per espropriazioni, pur mantenendo gli impianti ristretti in relazione ai prevedibili futuri bisogni. …”
Chiaro, quindi, che vi fosse in animo di realizzare una linea ferroviaria che collegasse direttamente Forlì a Roma, un progetto megalomane dalla scarsa e dubbia fattibilità tecnica.
La relazione prosegue ipotizzando la realizzazione di una nuova stazione nello spazio previsto per il solo nuovo scalo merci così:“… Con l’impianto della nuova stazione lo scalo merci a P.V. (Piccola Velocità, ndr) verrebbe ubicato dal lato campagna delle linea Bologna-Ancona, anziché dal lato città come era previsto nel precedente piano regolatore ferroviario. Si fa presente che la spesa per l’impianto della nuova stazione dovrebbe in gran parte far carico ai fondi di costruzione della nuova linea Forlì – Italia Centrale, salvo un contributo da parte delle Ferrovie dello Stato, commisurato alla spesa che questa dovrebbero ancora sostenere per l’attuazione integrale del vecchio piano regolatore. …”

Alla relazione sono allegato due planimetrie, o corografie come chiamate nei documenti d’archivio, con l’indicazione schematica della sistemazione ferroviaria secondo il piano regolatore approvato, Allegato A, e della nuova stazione viaggiatori e merci lato Ancona, Allegato B.
Evidentemente il progetto delle nuova stazione e della nuova linea Forlì – Roma era già in cantiere visto che il settimanale “Il Lavoro di Romagna” del 2 maggio 1925 titola in prima pagina Ferrovia Forlì – Italia Centrale – Rinnovate speranze per la ripresa delle trattative e che resoconta della giornata vissuta a Rocca S. Casciano nelle ricorrenza del Natale di Roma, 21 aprile, quando gli oratori, conclusi i festeggi, si rivolsero con diversi telegrammi a Mussolini e al Ministero dei Lavori che, alle sollecitazioni, quest’ultimo, rispose: “… Ferrovia Forlì – Roma – tronco Rocca S. Casciano: in relazione ai voti espressi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, comunico alla V.S. che è già sottoposto al preliminare esame della Direzione Generale delle Ferrovie dello Stato il progetto della Società delle Ferrovie del Mediterraneo per la costruzione del primo tronco Forlì – Rocca S. Casciano per la ferrovia Forlì – Roma. Dopo che l’Amministrazione ferroviaria avrà fatto conoscere il proprio parere esaminerò se e quali provvedimenti siano giusti adottare. …”.
La storia, poi, ci racconta che la nuova stazione fu effettivamente realizzata ma il nuovo tratto ferroviario Forlì – Roma, cadde inevitabilmente nel dimenticatoio.
