Forlì – Le trasformazioni nel Ventennio… (6bis)

Palazzo Albertini (ex Casa del Fascio) in Piazza Saffi

Avevo già accennato al fatto che a metà degli anni ’20 l’arch. Luigi Corsini della Soprintendenza di Bologna fu incaricato del restauro della facciata di Palazzo Albertini coinvolgendo l’attiguo palazzo Reggiani. L’architetto ripropose il tema compositivo di Palazzo Albertini nelle due campate di Palazzo Reggiani creando così un unicum a cinque campate esteticamente dal sapore veneziano a causa delle particolari bifore dell’ultimo piano. Inaugurata, anche se incompleta, il 30 ottobre 1927 dal Ministro Luigi Federzoni, sarà rimaneggiata negli interni su progetto dell’architetto milanese Ariodante Bazzero nel 1929, probabilmente introdotto nel forlivese dal Conte Orsi Mangelli per il quale progettò la palazzina uffici del noto stabilimento e Palazzo Orsi Mangelli sito in C.so Diaz.

Il Bazzero inserì un’imponente scalone nel quale vi è una ringhiera in ferro battuto a dir poco straordinaria e, caso ha voluto, ho potuto ammirarla nuovamente durante un sopralluogo con altri tecnici e addetti ai lavori molto di recente.

Fu realizzata dalla storica bottega artigiana dei Fratelli Baldi di Brisighella, indiscussi maestri nell’arte del ferro battuto e che realizzarono tantissime opere sia nel brisighellese ma anche a Forlì, Predappio, Ravenna e altre zone d’Italia.

Arte complessa, dura, faticosa che richiede tanta passione e dedizione e un grande maestro fabbrile, Alessandro Mazzucotelli, così spiegava ai suoi allievi come approcciare questa difficile tecnica:

“Il ferro deve essere trattato come una signora: sembra duro e terribile, ma con un po’ di fuoco diventa tenero come la cera… e quando credete che si ribelli, non si deve trattarlo male e picchiarlo con furia! Si deve prenderlo per il suo verso, accarezzarlo…”.

Pare proprio questo lo spirito con cui i fratelli Baldi, Eugenio, detto Begnamè, e il minore Vittor Ugo, realizzarono la ringhiera dello scalone di Palazzo Albertini dove i singoli pezzi sono uniti con elementi che si agganciano e s’incastrano l’un l’altro o fissati tra loro con anelli o chiodi ribattuti.

I pezzi utilizzati sono tantissimi e sarò un onore oltre che un piacere seguire da vicino il loro restauro…