Ospedale Morgagni-Pierantoni (1)

Chi decise la location?

Da più parti si legge che a decidere il luogo dove edificare il nuovo centro antitubercolare nel circondario forlivese, fu lo stesso Benito Mussolini. Altri storici, più cautamente, affermano che il Mussolini approvò la soluzione prospettatagli e, per quanto mi compete, condivido più questa seconda anche se non supportata da documentazione probante.

Invece, di probante c’è una lettera del 25 giugno 1931 firmata dall’allora Segretario Federale del Partito Nazionale Fascista (P.N.F.) ing. Arnaldo Fuzzi, solido professionista che progettò diverse opere nel panorama forlivese e dintorni quali: la scuola elementare “E. De Amicis” (ex Rosa Maltoni) e l’Istituto Tecnico Industriale “G. Marconi” (ex Alessandro Mussolini) in viale della Libertà, la Stazione Agraria Sperimentale “Arnaldo Mussolini” in angolo in piazzale della Vittoria e, la sua opera forse più famosa, la Casa del Fascio e dell’Ospitalità di Predappio. Così, nella citata lettera, l’ing. A. Fuzzi scrisse al Prefetto, Dino Borri, proponendo un’area diversa da quella già individuata e che sarà, poi, quella attuale.

Così, del 29 ottobre 1931, la delibera podestarile che tratta del Contributo a favore della Cassa Nazionale delle Assicurazioni Sociali per l’erezione di un’Ospedale-Sanatorio per tubercolotici; nel documento si legge che l’area individuata interessa i poderi Bertarina, Volpina, Bagnolo 1, Bagnolo 2 e, in parte, il podere Rabace. Nella stessa delibera, d’interesse il dato numerico che indica che l’estensione della superficie del complesso è di 38.06.80 ettari che non corrisponde ai 36 citati da altri nei loro scritti sull’argomento, compresi gli articoli pubblicati all’epoca.

Il progetto del complesso fu affidato all’arch. Luigi Bisi di Milano e l’esecuzione delle opere murarie del complesso fu affidata nel 1932 alla ditta locale dell’ingegner Mario Calvitti e C., sotto la direzione lavori del cavaliere ingegner Franco Magri, assistito dai geometri Clemente Grappolini e Luigi Mambelli.