Predappio – Il concorso per la chiesa di S. Rosa del 1926

Dopo quasi cent’anni spunta anche il progetto dell’arch. Armando Brasini di Roma.

Nei documenti d’archivio c’è la notizia che nel marzo del 1926 fu indetto un concorso ad invito per il progetto della chiesa di Santa Rosa da Lima da realizzarsi a Predappio e di cui si riporta uno stralcio: “… S.E. Il Ministro (Giovanni Giuriati, Ministro per i Lavori Pubblici, ndr) ha disposto che sia bandito un concorso fra noti valenti Professionisti e con lettera 8 marzo 1926 N. 1095 ha invitato a parteciparvi gli architetti:

I° Brenno Del Giudice = Venezia

2° Cadorin Guido = Venezia

3° Bazzani Cesare = Roma

4° Calza Bini Gino = Roma

5° Brasini Armando = Roma

6° Piacentini Marcello = Roma

7° Priori Enrico = Geom. Principale dell’Ufficio del Genio Civile di Forlì

La Commissione del concorso, istituita con apposito decreto, era formata da: Ing. Comm. Luigi Distretti, Presidente di Sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Presidente, Prof. Comm. Giovambattista Milani, membro del Consiglio Superiore stesso e il Prof. Gr. Ufficiale Manfredo Manfredi, Architetto, valutò quattro progetti perché solo quattro professionisti consegnarono la documentazione completa. Questi progetti sono già stati pubblicati diverse volte e sono quelli di Brenno del Giudice, Cesare Bazzani, Marcello Piacentini ed Enrico Priori ma, fino ad oggi, non era mai stato pubblicato, perché sconosciuto, anche il progetto dell’arch. Armando Brasini di Roma (documento dell’Archivio Centrale dello Stato).

Di seguito il bozzetto inedito che rappresenta quello che lo stesso Brasini definisce come il TEMPIO VOTIVO A SANTA ROSA A DOVIA… a pianta circolare e in stile neoclassico.

Arch. Armando Brasini, 1926

Nel bando del concorso era specificato che il progetto e il bozzetto in gesso (modellino, ndr) dovessero essere presentati al Ministero dei Lavori Pubblici entro le ore 18 del 30 aprile 1926 così possiamo immaginare che il progetto del Brasini non fu valutato perché o la documentazione era incompleta o perché non consegnato nei tempi previsti o perché non rispondente alle prescrizioni previste nel bando. Infatti, nel bando di concorso era richiesto esplicitamente che il progetto doveva prevedere la chiesa, l’annessa sagrestia e il campanile elementi, questi, di contorno che nel progetto Brasini non risultano esserci.

Arch. Armando Brasini, 1926

Sempre dai documenti d’archivio sappiamo che il Ministro Giuriati inviò a Mussolini, il 16 maggio 1926, il responso dei lavori della commissione che aveva decretato vincitore l’arch. Cesare Bazzani, che così rispose:

“Caro Giuriati,

Ricevo il rapporto sul concorso per la Chiesa di Predappio Nuova

Sono semplicemente atterrito dal pensiero che si pensi di spendere un milione e ottocento mila lire!

Non se ne fa nulla.

Ti manderò io un progetto che non dovrà costare, in nessun caso, una somma superiore al milione.

Predappio è un borgo, non una metropoli e dargli una Chiesa monumentale è uno sproposito specie a questi chiari di luna finanziari!

Si può fare una Chiesa decorosa e modesta, ma non altro. …

Nonostante i tentativi del Ministro di convincere i quattro progettisti a rivedere i loro progetti, contenendone i costi entro un milione, il concorso naufragò miseramente ma i progetti verranno rispolverati qualche anno più tardi, in particolare quello del vincitore Bazzani, per diventare la Chiesa di San’Antonio da Padova inaugurata nel 1931.