Forlì – Le trasformazioni nel Ventennio (11)

Dalla Scuola Umberto I° all’Istituto Tecnico (2)

Come anticipato, la scuola Umberto I° crebbe nel tempo e il Municipio forlivese decise, già nel 1927, di incaricare l’ing. Arnaldo Fuzzi per sviluppare il progetto di un nuovo istituto, localizzato in Viale Mussolini (ora Viale della Libertà o Stazione). Nei documenti d’archivio una prima bozza di progetto elaborata dall’ing. Fuzzi composta da una relazione tecnica e alcune tavole tecniche.

Tratta dalla relazione riporto buona parte dell’introduzione:

“… La Scuola Industriale Umberto I° sorge attualmente in un fabbricato assolutamente inadeguato anche dal lato igienico. Furono perciò elaborati in passati vari progetti, tendenti a sistemazioni ed ampliamenti tali, da adeguare i locali alla crescente importanza della scuola. I provvedimenti presi ed i progetti studiati in tal senso, convinsero non essere possibile trovare una soluzione del problema, anche eseguendo ampliamenti a danno di aree e stabili limitrofi, soprattutto per la presenza nelle immediate vicinanze della scola, del Foro Annonario. … Un primo studio fu eseguito per la costruzione del fabbricato, nell’area poi destinata al Setificio Mongelli.Fu in seguito scelto uno degli isolati che venivano a trovarsi disponibili lungo il nuovo viale Benito Mussolini.

L’area destinata al nuovo fabbricato, già utilizzata per alimentare la demolita fornace Ragazzini, è di circa m. 4 più bassa del piano stradale. Col progetto studiato si prevede solo un parziale rinterro di detta depressione in modo da portare il dislivello a m. 3, cosicché, mentre il terreno potrà con sicurezza scolare nelle fogne del viale, il fabbricato risulterà di due piani verso il viale Benito Mussolini, e di tre verso corte. Ed inoltre, dovendo essere i corridoi ricavati verso Nord, e cioè verso il viale, risulta che i locali d’insegnamento essendo verso corte saranno perfettamente igienici ed utilizzati anche al piano terreno. Con ciò nessuno dei vani ricavati risulta inutilizzato. …”

La relazione prosegue con la descrizione dei vari piani e si conclude con la previsione di spesa che ammontava, complessivamente, a £. 4.200.000,00 e il documento è datato 26 novembre 1927.

Allegate alla relazione, anche le piante dei vari piani con tanto di legenda che descrive la destinazione d’uso dei vari ambienti.

Interessante anche l’estratto del Piano Regolatore che individua due edifici scolastici e sono anche i primi previsti nel nuovo viale Mussolini che poi, nei fatti saranno entrambi progettati dall’ing. Fuzzi.

Forlì – ex Collegio Aeronautico “Bruno Mussolini” (1)

La chiave d’ingresso…

Tante le opere pubblicate su riviste specializzate dell’epoca a riguardo degli edifici destinati all’Opera Nazionale Balilla che, nell’ottobre del 1937, fu poi trasformata nella Gioventù Italiana del Littorio.

Difficile aver chiaro quanti edifici furono realizzati, o trasformati, all’uopo, in Italia o all’estero, anche se un tentativo è stato fatto con la pubblicazione La casa e il foro. L’architettura dell’ONB a cura di S. Santuccio, 2005, ma nella stessa è chiarito che non si tratta di un regesto completo ed esaustivo. Per curiosità e ricerca, ho preso copia del volume e ho scoperto che, ai tempi, era tradizione forgiare una chiave speciale per ogni edificio realizzato per l’opera, per poi donarla a Renato Ricci, ideatore e creatore nel 1926 dell’O.N.B.

Non erano chiavi semplici o banali ma anche vere e proprie piccole opere d’arte, firmate da artisti.

Così, nel citato volume, vi sono anche riportate le immagini delle chiavi di accesso di numerosi edifici dell’O.N.B. o G.I.L., ereditate da un parente di Renato Ricci, e c’è compresa anche quella di Forlì ma non quella dell’ex Collegio Aeronautico.

Avendo avuto modo di sfogliare il materiale contenuto nell’Archivio Valle di Roma riguardante l’ex Collegio Aeronautico, non ho trovato la chiave, ma tre scatti fotografici che la ritraggono (totalmente inediti)… chissà, pubblicandole, se qualcuno ha notizie in merito…

Forlì – Le trasformazioni nel Ventennio (10)

Dalla Scuola Umberto I° all’Istituto Tecnico (1)

Nel Ventennio, grande attenzione fu posta all’istruzione così, di conseguenza, furono costruiti innumerevoli edifici in tutta Italia. Infatti, il primo edificio costruito nell’allora Viale Mussolini, ora Viale della Libertà o della Stazione, fu la scuola elementare “Rosa Maltoni”, dal dopoguerra “Edmondo De Amicis”, su progetto dell’ingegnere forlivese Arnaldo Fuzzi. 

Di fronte, l’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Guglielmo Marconi”, che ai miei tempi era l’Istituto Tecnico Industriale Statale “G. Marconi”, ma per tutti i forlivese era semplicemente l’ITI. La sua storia, però, viene da lontano perché l’istituto ereditò l’esperienza dell’esistente Regia Scuola Industriale “Umberto I”, istituita a Forlì con decreto del 5 luglio 1900, per volere dell’On. Alessandro Fortis, col nome di R. Scuola di Arti e Mestieri “Umberto I”

Insomma, una vicenda lunga più di centovent’anni e, se note le vicende del rinnovato ITI, forse meno il percorso che dall’istituto un tempo sito in angolo fra Piazza Garibaldi (ora Cavour o delle Erbe) e via Carlo Matteucci, porta all’edificio di Viale della Libertà. Ripercorrendolo in sintesi, sappiamo, da alcune pubblicazioni dell’epoca, che i primi direttori furono l’ing. Luigi Andreoni e l’ing. Arturo Savi, e crebbe gradualmente d’importanza tanto che nel 1912 contava 86 allievi. 

In quell’anno, fu chiamato a dirigere la scuola l’ing. Claudio Claudi, appartenente alla grande industria milanese e che aveva già riordinato la Reale Scuola Industriale di Bari. Con Decreto Luogotenenziale del 12 maggio 1918, fu classificata quale Scuola Industriale di II° Grado, cioè di Tirocinio, per Meccanici Elettricisti.

Nel 1924, si istituì, con approvazione ministeriale, un Corso di Avviamento che già nel primo anno contava 46 allievi che raggiunsero il numero di 174 nel 1927-28.

Nel 1927 fu istituito un Corso di Istituto Industriale al quale potevano essere ammessi i Licenziati sia della Scuola Complementare sia del Corso di Avviamento, allo scopo di creare Periti tecnici con le seguenti specializzazioni: Meccanici, Elettrotecnici, Chimici ed Edili. Nel 1927-28 si ebbero 26 allievi e nel 1928-29, 39.

La scuola crebbe e così anche i suoi locali come riportato nelle planimetrie pubblicate.

Ma per rispondere alle rinnovate esigenze di spazi, il Municipio decise, già nel 1927, di incaricare l’ing. Arnaldo Fuzzi che progettò un edificio da realizzarsi ex novo nel Viale Mussolini, di fronte alla scuola elementare, ma di questo vi racconterò prossimamente pubblicando un progetto totalmente inedito…

Forlì – Le trasformazioni nel Ventennio… (9)

Via del Sole

Fino ai primi anni ’30 del novecento, nel centro storico della città non furono operati particolari interventi tali da modificare l’aspetto urbanistico ma con la pubblicazione nel 1927 del Piano Regolatore elaborato dall’ingegnere bolognese Luigi Donzelli, con il supporto grafico dell’ingegnere Elio Danesi, poi approvato nel 1931 per la sola parte riguardante l’intra muros, le cose cambiarono. In detto piano, erano previsti allargamenti di strade, creazione di nuove vie e allineamenti di tracciati ma che, nei fatti, non videro pieno compimento anche perché pochi anni dopo fu elaborato uno studio per un nuovo piano regolatore. Già previsto, però, nel piano del 1931, il nuovo edificio postale in Piazza Saffi e l’allargamento di Corso Mazzini nel tratto in prossimità della piazza stessa.

Se gli interventi avvenuti nel Ventennio che riguardano piazza Saffi sono più o meno noti anche ai non studiosi, forse meno nota la modifica apportata in quella che allora si chiamava Via del Sole, l’attuale Via Pedriali, ovvero il tombinamento del Canale di Ravaldino che in quel tratto era ancora, in parte, a cielo aperto. La notizia degli imminenti lavori di copertura del canale è del 1933 e le due tavole di progetto pubblicate, reperite all’Archivio di Stato di Forlì, a mio avviso interessanti, illustrano il tipo di intervento previsto. Suggestiva la planimetria generale dell’area, Dis. n° 1, che ben descrive lo stato di consistenza degli edifici presenti ai tempi con, in particolare, anche la sagoma del Palazzo Orselli. Nel secondo disegno, più tecnico, la situazione del canale prima che venisse chiuso, con indicati i ponticelli di collegamento fra le abitazioni e la strada.

A corredo, anche una rara fotografia degli anni ’20 ante operam.