



Si ha notizia che nel Palazzo delle Poste di Forlì, realizzato nei primi anni ’30 del Novecento in Piazza Saffi, dovessero essere messi a dimora anche due gruppi equestri bronzei, come desiderato dal progettista dell’opera, l’accademico ing. arch. Cesare Bazzani. L’edificio fu inaugurato nell’ottobre del 1932 ma le previste statue furono collocate nella primavera dell’anno successivo, nella loro posizione predefinita che è di fronte alle due torrette sommitali, ai lati della facciata. Le statue erano opera dello scultore carrarese (poi trasferitosi a Roma) Bernardo Morescalchi, lo stesso che ideò le Vittorie Alate del Monumento ai Caduti di Piazzale della Vittoria, e la fusione fu affidata alla rinomata Fonderia Marinelli di Firenze. Navigando nel sito pubblico della fonderia, incrocio la notizia che descrive la fusione dei due possenti monumenti equestri con anche le foto dell’epoca: “I due gruppi statuari bronzei realizzati dallo scultore carrarese Bernardo Morescalchi, e fusi dalla Fonderia Marinelli, raffiguranti un cavallo con accanto un messaggero, dovevano sormontare le estremità del coronamento della facciata del Palazzo delle Poste di Forlì, ma per motivi tecnici furono rimossi poco dopo la posa, avvenuta nella primavera del 1933, per essere collocati sopra un analogo edificio postale progettato dal Bazzani a Pescara. È probabile che le due sculture siano state distrutte dall’industria bellica come numerose altre opere metalliche di quella città.”
Le immagini pubblicate dalla fonderia, riferite ai due gruppi, non trovano però riscontro con le rare foto dell’epoca che rappresentano una delle due sculture poste nel Palazzo delle Poste forlivese, in cui il cavallo non è su due zampe ma poggia su tutte e quattro. Invece, le sculture poste nel Palazzo delle Poste a Pescara, paiono coerenti con quello della foto dell’edificio forlivese…
Non conosco la soluzione a questo piccolo mistero e neanche che fine abbiano fatto i quattro gruppi scultorei, i due a Pescara e i due destinati a Forlì, ma le foto della fonderia Marinelli sono particolarmente suggestive e interessanti perché documentano un fatto forse inedito…