Forlì – Il “recinto” del Monumento

Sono tante le foto che hanno a soggetto il Monumento ai Caduti che è al centro della forlivese piazza della Vittoria, a partire dall’anno della sua realizzazione e inaugurazione, 1932, fino ai giorni nostri. Ancora soggetto per svariate cartoline che hanno continuato ad essere pubblicate anche nel dopoguerra e ancora spunto per fotografi amatoriali o professionisti che spesso le pubblicano anche sui social.

Ho personalmente svolto un’ampia ricerca documentale sul monumento e trovato anche tante foto dell’epoca nei vari archivi come quella pubblicata che proviene dai fiorentini archivi Alinari.

A mio avviso molto apprezzabile il fatto che il perimetro del monumento non ha la protezione che ha oggi, una sorta di “recinto” che lo cinge, costituito da colonnine di pietra e grosse catene di metallo.

Così, sia per curiosità ma anche per lavoro, ho cercato di indagare per capire quando mai fosse stato installato il “recinto” e negli archivi comunali ho trovato le risposte che cercavo e scoperto un annoso fascicolo che ha il suo avvio con una lettera del 5 febbraio 1988. La missiva fu inviata dall’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra (Sezione Provinciale di Forlì) che a chiare lettere denuncia il fatto che il monumento era protetto da delle fioriere ma “… le vaschette sono sparite e le auto parcheggiate vanno sempre più occupando con l’abituale indisciplina persino lo spazio adiacente le due fontane laterali. In riferimento a tale sconcio che offende la sacralità del luogo e l’estetica del bellissimo piazzale…” chiedendo il rispristino di detta protezione.

Per dar seguito alla segnalazione l’Amministrazione Comunale, con Sindaco Giorgio Zanniboni, incarica nel 1989 dei tecnici per sviluppare un progetto per pedonalizzare la parte centrale della piazza immaginando una serie di paletti e catene sul perimetro del selciato.

I dipendenti dell’attiguo I.N.A.I.L., appreso dalla stampa locale dell’iniziativa di intercludere l’accesso delle auto al piazzale, inviano una missiva firmata da una trentina di persone chiedendo che il progetto non venga approvato in toto perché la carenza di posti auto avrebbe reso molto difficoltoso l’accesso al lavoro. Inizia così un tira e molla fra l’Amministrazione Comunale, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, i dipendenti dell’I.N.A.I.L. cui si aggiunge la Confederazione tra le Associazioni Combattentistiche che dura alcuni anni di botta e risposta. Nel 1992 l’Amministrazione Comunale approva così una variante al progetto originario riducendo il “recinto” per come lo vediamo oggi. 

Non poteva certo mancare nella bagarre anche la Soprintendenza di Ravenna che nell’autorizzare l’intervento propone di realizzare i fittoni in pietra serena ma in pietra bianca così, i lavori che erano già stati assegnati, sono stati rivisti allungando ancora i tempi.

Occorre attendere il 1995 per vedere la delibera comunale che conclude l’iter con l’approvazione finale dei lavori e le relative liquidazioni.

Sono passati ventisei anni da quando il Monumento è stato recintato ma riguardando le tantissime immagini fotografiche che lo ritraggono senza, penso proprio che si potrebbe immaginare di portarlo allo stato originario dove la piazza che contiene il monumento si fonde al contorno con una apprezzabile armonia.